Francesco Nicolosi Fazio- Per grazia, per milioni (“Jsb-Come Bach” al Teatro Coppola, Catania)

 

 

Teatro    Lo spettatore accorto

 

PER GRAZIA, PER MILIONI

JSB – Come Bach

Una Coproduzione cittadina a cura di Teatro Coppola e Lavoro Nero Teatro. Drammaturgia e regia: Cristiano Nocera Con: Enrico Dibbennardo; clavicembalo; Enrico Corbello: violoncello; Cristiano Nocera: voce narrante; Johanne Maitre: oboe e flauti. Aiuto Regia: Anna Bellia.

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In questo periodo di anglismo imperante, il titolo della prima produzione del Teatro Coppola “JSB come Bach”, potrebbe  diventare “JSB ritorna!” , in ogni caso le buone opere biografiche hanno la capacità di far ritornare tra noi i grandi del passato, rendendoli più vicini ai nostri tempi ed ai nostri sentimenti.

Semplice la scena, con da un lato i musici e dall’altro JSB posto giustamente su un piedistallo, con su scritto anno di nascita e morte. Ecco che il grandissimo, pian piano, scende dal piedistallo per raccontarci la sua difficile vita per uno step (il primo?) che si ferma all’età di 35 anni. La “musicalità” dello spettacolo ci spinge a voler essere tutti “Come Bach”, non solo per la grandiosità della sua arte, ma soprattutto per il sacro fuoco che lo ha spinto in tutti i suoi 65 anni: la passione per la musica.

Oltre al bravissimo Cristiano Nocera, ideatore e regista, recita anche Johanne Maitre, che, oltre a suonare benissimo, impersona la moglie di Bach, con garbo e notevole presenza di scena, anche nel semplice gesto di piantare nella nuda terra i fiori che ornavano la sua testa e la sua gioventù: un fiore in terra per ogni lutto, lei è l’ultimo fiore.

Uno spettacolo gustoso e sobriamente ricco, in perfetta linea e sintonia con la musica del grande personaggio. Un garbo didascalico che coinvolge l’attenzione e l’anima del pubblico. Un pubblico che potrebbe benissimo essere quello enorme della TV. Ecco un’idea: oltre che in rete, perché non farlo arrivare ad uno degli Angela (Alberto o Piero)? Così in tanti potrebbero far proprie, dallo spettacolo, le parole di Beethoven che, giocando sul significato della parola tedesca Bach (ruscello), disse: “Altro che ruscello, fu un mare!”

Un modo come dire che questo spettacolo è così bello che dovrebbero vederlo in milioni! Come i milioni di esseri umani che nei secoli hanno sempre goduto la grande musica.  Ricordandoci che uno spettacolo TV di medio share ha molti più spettatori in Italia di quelli che potè contare, in tutta la sua carriera, Eleonora Duse in teatro.

Non diamo limiti alla “grazia” di Bach.

Autore: admin

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