Dorme sulla collina. Rossella Falk, attrice, traduttrice

 

 

Dorme sulla collina

 

ROSSELLA FALK

 

Attrice

 

****

È morta oggi a Roma Rossella Falk. Nata nella capitale 86 anni fa, attrice prediletta da Fellini e da Visconti, musa ispiratrice delle commedie di Giuseppe Patroni Griffi e di Diego Fabbri, compagna d’arte di Romolo Valli e Giorgo De Lullo:  è stata una delle grandi signore del teatro, ricordata come«la Greta Garbo italiana». Il suo nome vero era Antonia Falcazappa (nata a Roma il 10 novembre del 1926), figlia di un colonnello del’esercito, Diplomata giovanissima all’Accademia d’arte Drammatica, aveva iniziato a lavorare in teatro alla fine degli anni Quaranta. Il debutto nel 1948, alla Fenice di Venezia, come figliastra in «Sei personaggi in cerca d’autore».

 

Poi la chiamò Luchino Visconti che dirigeva la grande compagnia di Paolo Stoppa e Rina Morelli al teatro Eliseo di Roma, dove partecipò a spettacoli memorabili dei primi anni Cinquanta: dal primo Tennessee Williams («Un tram che si chiama desiderio»), a un Goldoni rivoluzionario («La Locandiera»), al lancio di un autore italiano di grande successo (il Diego Fabbri de «Il Seduttore»). Quella con Visconti non fu però una collaborazione liscia come l’olio. Sono rimasti nella leggenda del teatro italiano alcuni scontri fra il regista più dispotico e la giovane attrice più intrepida, che riuscì a tenergli testa, facendogli perfino l’affronto di andarsene a recitare con il rivale Giorgio Strehler una commedia di Moravia («La mascherata»).

 

E fu proprio in quello spettacolo che incontrò il giovane Romolo Valli, a sua volta amico dell’ex compagno di Accademia Giorgio De Lullo. Conoscersi, intendersi e stringere un patto artistico fu questione di poco. Era il 1954 e nasceva la compagnia De Lullo-Falk-Buazzelli-Guarnieri-Valli, che tutti avrebbero chiamato nei venti anni successivi la «Compagnia dei Giovani». Un sodalizio di arte e di amicizia unico nel teatro italiano, al quale si devono spettacoli memorabili per la precisione, la fantasia e l’eleganza degli allestimenti diretti da De Lullo: dalle più originali interpretazioni di Pirandello, alla «invenzione» di un grande drammaturgo come Patroni Griffi, che per i suoi amici «giovani» scrisse le sue più belle commedie, da «D’amore si muore» a «Metti una sera a cena». Per un ventennio dire Compagnia dei Giovani voleva indicare un teatro elegante e raffinato, ma pervaso da una recitazione asciutta e da una ferma visione critica. La morte prematura di Valli mise definitivamente fine a quella stagione, che del resto si era già chiusa con lo scioglimento della compagnia.

 

La Falk aveva sempre privilegiato la carriera teatrale rispetto a quella cinematografica, anche se si era concessa alcune interpretazioni, come «8 e 1/2» (1963) di Federico Fellini o «Io la conoscevo bene» (1965) di Antonio Pietrangeli, e uno girato ad Hollywood, il cupo «Quando muore una stella» («The Legend of Lylah Clare», 1968) di Robert Aldrich. Tra le sue ultime interpretazioni «Non ho sonno» di Dario Argento (2000) e

nel 2009 « Est Ovest», scritto e diretto da Cristina Comencini. . Interpretò anche alcuni classici sceneggiati televisivi, dalla vita di «Giuseppe Verdi» (1963) a «Il segno del comando» (1971)

 

Dal 1981 al ’97 la Falk fu il direttore artistico del Teatro Eliseo di Roma insieme a Giuseppe Battista e Umberto Orsini. Nonostante la sua carriera di «primadonna» era sempre disponibile. Il critico Tullio Kezich amava ad esempio raccontare che, in una delle repliche di «D’Amore si muore» nel 1958, il suggeritore si sentì male e lei si infilo’ nella buca del proscenio e cominciò a suggerire tra gli sguardi stupefatti degli altri attori.

 

Allacciò amicizie con Maria Callas, Jean Cocteau e Dirk Bogarde. D’altronde, oltre alla recitazione, la sua altra grande passione era viaggiare. «Ho tanti amici dovunque – amava ripetere – ma mi sento bene quando sono in giro». Non a caso, parlava correntemente quattro lingue. Proprio dall’amicizia con la Callas nacque lo spettacolo «Vissi d’arte, vissi d’amore», un recital in cui raccontava ed interpretava ricordi personali, interviste e scritti su Maria Callas che dal 2004 al 2006 l’attrice aveva portato in tournée in tutto il mondo. Emblematico quello che disse ricevendo a Vicenza il Premio Eti-Gli Olimpici del Teatro: «Posso solo dire che in questi anni mi sono tanto divertita. E spero di continuare ancora per molto!».(ansa.lastampa)

Autore: admin

Condividi