Francesco Nicolosi Fazio- Una festa da dimenticare


A che punto è la notte


UNA FESTA DA DIMENTICARE

Nessuna menzione per la liberazione


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La borsa non chiude, i TIR viaggiano, il porto brulica di attive motrici marchiate MAFI, Berlusconi festeggia in villa senza olgettine, ma con Bush, il presidente incaricato lavora e non si degna di dire neanche la parola “Liberazione”, Napolitanto cerca di rimediare, non trovando di meglio da dire da via Tasso (sede della Gestapo a Roma): “ritroviamo la coesione!”. Magari con la Gestapo o almeno con la Merkel. Non sappiamo festeggiare la Liberazione. Ma ci manca.

Sessantotto anni fa Milano era liberata dai partigiani. Spero di non andare in galera per questa notizia clamorosa. A capo di quegli uomini c’era un avvocato socialista che, invece di prendere qualche poltrona nell’Italia occupata dagli americani, passò le linee per guidare la lotta. Posso rivelare il suo nome: Sandro Pertini. Forse su internet esiste ancora traccia di questo uomo. Se l’operazione di rimozione in atto non è stata ancora completata, forse si troverà anche notizia della lotta partigiana e della loro canzone “Bella ciao”.

L’opera di rimozione e disinformazione sulla lotta di liberazione dal nazi-fascismo ha raggiunto l’apice nelle televisioni di Berlusconi (circa cinque) dove il padrone del PdL ha affermato che “la giornata ricorda la Liberazione dell’Italia da parte degli Americani, che generosamente si sono sacrificati per noi.” Il loro sacrificio continua ancora oggi.

Giorni fa citavo Dante ed il piombo dell’ipocrisia. Un’altra opera fa riferimento a tale metallo: “Anni di piombo” della Von Trotta. Dove gli anni ancora continuano; per capirlo basta procurarsi il film, scomparso da tutte le sette televisioni italiane.

Siamo certamente grati ai nostri liberatori stranieri. Lo sono la stragrande maggioranza dei nostri politici che, invece di ingraziarsi gli italiani, magari con una politica decente, fanno continue moine ai potenti di oltre atlantico per quotidiani sdoganamenti. Ma forse anche gli americani hanno capito che questa classe dirigente non potrà garantire nulla di decoroso per la nostra nazione. Tranne che l’interesse è proprio mantenerci in questo stato continuo di semi affogamento. Forse aveva ragione Mattei con la parabola del gattino sbranato dai cani, dove il gattino era l’Italia ed i cani non ricordo. Quello sì che era un politico ed anche un grande imprenditore. Oggi ci è toccato Berlusconi.

Berlusconi appoggia Enricoletta (che messo così sembra la moglie di Rigoletto) come premier, il nipote di Gianni (Letta) dice di essere stato sorpreso dall’incarico. Tutti hanno riso della battuta (far ridere è una caratteristica berlusconiana) soprattutto lo stesso presidente incaricato, che ha contestualmente assunto la sua ridens e finanziaria espressione, con bocca a salvadanaio. Ricorda un personaggio del “Re leone”, più d’uno.

Grillo ha notato anche lui la poca dedizione dei nostri politici tutti alla festa del 25 aprile. Possiamo suggerirgli di chiedere lumi in via Veneto, in quanto nessun politico può prescindere dalla linea atlantica, in quanto per come ci ha ricordato Sallusti (Il Giornale): “apparteniamo al patto atlantico”. Appartenere è un verbo polivalente. I significati sono tanti: si va dalla proprietà alla adesione ad organizzazioni. Di ogni genere.

Autore: admin

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