Luana Bombardi- Ipnotico flusso (G. Botelho a Teatri di Vita)



Il mestiere del critico

IPNOTICO FLUSSO

Teatro di danza – Guilherme Botelho a Teatri di Vita

(nostro servizio)

Bologna – Donne e uomini procedono all’unisono nella semioscurità della scena, dapprima con lentezza, poi più velocemente, in un crescendo cinetico-sonoro che arriva a rasentare la frenesia. Corpi-anima infiniti, innumerevoli, instancabili, che sopraggiungono e scompaiono dietro le  quinte, artefici e vittime di un flusso costante, inarrestabile, infernale. Forse è un’ingovernabile pulsione atavica a guidarli, a condannarli a seguire sempre una stessa direzione. E’ un transitare senza sosta, il loro, in perfetta solitudine, l’uno accanto all’altro, l’uno innanzi all’altro, l’uno incurante dell’altro; ognuno impegnato unicamente nel reiterato, incessante attraversamento di un palco completamente spoglio.

E’ così che il brasiliano Guilherme Botelho, di stanza in Svizzera, con la sua compagnia Alias, e ospite pochi giorni fa a Teatri di Vita con il suo affascinante Sideways Rain, affidato all’interpretazione di quattordici danzatori, si è ripresentato a Bologna, dando prova di un’originalità che già aveva dimostrato, sedici anni fa, sempre a Teatri di Vita, ma nella sede storica di Via del Pratello, con l’ “acquatico” e visionario Moving a Perhaps, di cui conserviamo un vivido ricordo.

E’ apparentemente semplice, ma in realtà ultra-sofisticata, la costruzione coreo-drammatugica di questo lavoro di singolare suggestione, capace di rapire, quasi soggiogare, la mente di chi guarda. Probabile la volontà di effettuare un’indagine, e poi saggiarne concretamente i risultati, sui possibili effetti ipnotici della danza, che nello spettacolo, con molte variazioni, strategicamente collocate, assume quale modulo strutturale la ripetizione.

Andature in costante mutazione, per lo più rotanti e a stretto contatto col suolo, s’intercalano a corse eseguite in torsione, o a rapide camminate-fuga, con sguardi impauriti fissati con insistenza verso un altrove. Mentre l’elemento inatteso – brevi soste, deliqui, gesti e movimenti talora eseguiti fuori dal coro – modifica l’orizzonte d’attesa, così riuscendo a mantenere sempre alta l’attenzione.

C’è un momento in cui un ragazzo e una ragazza restano immobili, in piedi, al centro della scena. Si guardano a distanza, mentre gli altri, intorno a loro, riuniti in grande gruppo, eseguono sincrone evoluzioni a terra.

Inutile il tentativo, da parte di un altro individuo, di instaurare, più tardi, qualche contatto o relazione. Nessuno scambio sembra possibile all’interno di questo incessante fluire; un universo asfittico ove l’umanità è negata a favore di una sterile quanto insensata omologazione.

Ci si domanda se questi esseri scostanti e anaffettivi, algidi, meccanici, tutti compresi in se stessi, costretti a un moto perpetuo, senza requie e apparentemente senza scopo, siano, in qualche modo, alla ricerca di qualcosa. Forse, magari inconsapevolmente, anelano a un possibile riscatto, da un’esistenza aridamente solipsistica, vissuta nell’asocialità, avversa alla natura, destinata a non lasciare segni e ad essere dimenticata.

Così, rasserena vedere che una traccia sottile, una scia luminosa rimane, infine, a testimonianza, e a valorizzazione, d’ogni singolo passaggio; come mostra la moltitudine di fili trasparenti e traslucidi tesi da un lato all’altro della scena a conclusione dell’azione. E’ l’immagine di una pioggia orizzontale, che crediamo salvifica, liberatrice, sovversiva, quella stessa annunciata dal titolo del lavoro, traducibile in “pioggia di traverso”. Questo momento finale, di spettacolare effetto, che ritrae gli astanti di corsa, completamente nudi, ognuno col proprio filo in mano, giunge come un segno di speranza; ultimo tassello di un allestimento dall’architettura coreografica ben congeniata, reso possibile dall’eccellente livello tecnico-interpretativo di chi danza.

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SIDEWAYS RAIN

di Guilherme Botelho

Coreografia: Guilherme Botelho

Assistente: Madeleine Piguet Raykov

Musiche: Murcof, Pablo Beltrán Ruiz

Costumi: Marion Schmid d’après Julia Hansen

Scenografia: Guilherme Botelho, Gilles Lambert, Stefanie Liniger

Realizzazione scene: Ateliers de décors de théâtre du Lignon

Regard extérieur: Gilles Lambert

Luci: Jean-Philippe Roy

Direzione tecnica: William Ballerio

Interpreti: Fabio Bergamaschi, Joachim Ciocca, Adriano Coletta, Constance Delorme, Ludovic Lezin, Erik Lobelius, Linn Ragnarsson, Madeleine Piguet Raykov, Claire-Marie Ricarte, Adrian Rusmali, Candide Sauvaux, Luisa Schöfer, Nefeli Skarmea, Christos Strinopoulos

Fotografie: Vojta Brtnicky per il festival Tanec Praha 2012

Produzione: Alias

Coproduttori: La Bâtie, festival de Genève // Théâtre du Crochetan // Théâtre Forum Meyrin

Col sostegno di: La Ville de Genève, la République et Canton de Genève, Pro Helvetia-Fondation suisse pour la culture, Fondation meyrinoise pour la promotion culturelle, sportive et sociale, Fondation Corymbo, Fondation Leenaards.

Autore: admin

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