Giuseppe Ardizzone-Investimenti esteri e semplificazioni

 

Agorà


INVESTIMENTI ESTERI E SEMPLIFICAZIONE

Nel  ‘combinarsi’, in positivo, di diversi fattori

 

La semplificazione delle incombenze burocratiche a carico delle aziende costituisce una delle principali riforme da porre in atto nel nostro Paese, per facilitare   la ripresa della crescita e per attrarre nuovi investimenti, anche di natura estera.

Non si può sottovalutare, infatti, come l’eccessiva burocratizzazione delle procedure autorizzative, le incombenze di natura fiscale, i tempi lunghi di una giustizia civile, che rendono problematica la certezza del credito, e la stessa incertezza del quadro politico di riferimento rendano difficile la propensione all’investimento estero nel nostro paese.

Pur tuttavia, le occasioni interessanti si vanno moltiplicando e, nonostante mille problematiche, assistiamo, in questi giorni, a nuove iniziative.

Sul piano finanziario, attualmente, stiamo godendo di una congiuntura favorevole. Diversi operatori finanziari mondiali, specie dell’area asiatica, stanno valutando positivamente il combinarsi di diversi fattori fra cui:

a)      La tendenza della nostra valuta a mantenere / aumentare il suo valore nel tempo rispetto alle altre principali monete che adottano politiche di “quantitative easing” (Dollaro Usa, Sterlina, Yen ..).

b)       Un rendimento interessante dei titoli pubblici come quelli italiani, spagnoli ecc.

c)      La capacità e la volontà ufficialmente espressa della BCE per la difesa dell’Euro.

d)     Le recenti misure volte ad assegnare alla BCE la sorveglianza sul sistema bancario europeo.

e)      La presenza dell’ESM, con una dotazione che arriverà sino a 500 miliardi di Euro e con la possibilità teorica di chiedere ulteriori risorse al mercato.

Tale interesse, verso le possibilità d’investimento finanziario nell’area europea, sta orientando masse consistenti di denaro sul mercato, con un riflesso positivo sullo spread dei nostri titoli pubblici.

Sarebbe oltremodo interessante muoversi con rapidità, in questa congiuntura favorevole, mettendo in piedi, a cura del nuovo governo, un piano di emissioni importanti di obbligazioni convertibili sul patrimonio immobiliare pubblico. Conferendo rapidamente almeno 400/500 miliardi di patrimonio immobiliare ad una nuova società a capitale pubblico, si potrebbero offrire agli investitori delle obbligazioni convertibili a scadenza in azioni di questa nuova società di gestione. Un‘operazione di questo genere dovrebbe essere opportunamente accompagnata dalla concessione speciale di piena utilizzazione degli immobili per qualsiasi finalità, previo parere positivo (da rilasciare in tempi rapidi) e non appellabile da parte di una commissione interdisciplinare appositamente predisposta.

Nonostante diverse difficoltà presenti all’interno del nostro sistema paese, tuttavia, in questi giorni, stiamo assistendo ad un rinnovato interesse degli investimenti esteri.

Si è, infatti, appena conclusa l’acquisizione della Richard Ginori   da parte del gruppo francese Kering tramite la controllata Gucci, previa formalizzazione davanti al Tribunale di Firenze di una proposta di 13 milioni di euro per rilevare il fallimento della storica manifattura di porcellane, nata nel 1735 e fallita nel gennaio 2013.Lo stesso Gruppo Kering ha appena acquisito anche il marchio di gioelleria Pomellato, azienda che ha realizzato nel 2012 un fatturato di 146 milioni di euro, ed ha una rete di distribuzione che comprende 80 negozi monomarca e 600 punti vendita nel mondo. Trattative in corso sono poi attive a Roma per l’acquisizione di un importante immobile a Roma, Via del Corso, di proprietà Benetton,  da parte del gruppo, del settore abbigliamento giovane, H&M.

L’investimento più importante, di cui è stata data notizia, è sicuramente quello previsto dalla Lukoil, azienda russa del settore energetico. La Lukoil  ha manifestato l’intenzione di acquisire entro l’anno il controllo totale della raffineria Isab di Priolo, subentrando alla Erg e rilevando dalla stessa il rimanente 20% delle quote ancora di sua proprietà. Ottenuta  la totale proprietà, la Lukoil intende poi  procedere alla realizzazione di  un piano di investimenti da 1,5 miliardi di euro finalizzati all’ammodernamento dell’impianto siracusano che ha una capacità di raffinazione di circa 12 milioni di tonnellate l’anno e dà lavoro a oltre duemila persone di cui 900 diretti e circa 1.200 nell’indotto. La dimensione dell’investimento è importante ed è teso  a porre l’impianto di raffineria  di Priolo in grado di  contrastare con efficacia la concorrenza  indiana e USA; inoltre, rappresenterà uno stimolo per tutta l’area industriale  di Siracusa nel triangolo Augusta-Priolo-Melilli.

L’impressione è che, in presenza di occasioni appetibili  sia per la validità del marchio che per il prezzo di vendita, l’interesse estero verso l’acquisizione dei gioielli della nostra realtà economica possa aumentare. Questo fatto può rappresentare un’opportunità  perché significa la possibilità che nuovi capitali stimolino la nostra economia; ma, è un fenomeno da tenere sotto osservazione perché, in alcuni casi, ottenuto il marchio è possibile  che la produzione possa essere trasferita all’estero, oppure che si assista ad un possibile declino  della presenza italiana in alcuni settori di produzione o servizio.

Per il momento, è giusto guardare con interesse a questi investimenti, rammaricandosi in qualche occasione  per la scarsa presenza di  interesse da parte dei gruppi economici nazionali, dotati di liquidità.

Quello che è utile per l’intero mondo delle imprese e per gli investimenti è continuare sulla strada delle riforme di sistema e della semplificazione. A tal proposito,  possiamo  guardare con interesse  alla rapida attuazione del decreto  35/2012 relativo alla nuova autorizzazione  unica ambientale. Una volta attuata l’opportuna regolamentazione  da parte delle Regioni ed Enti locali  la richiesta unica di autorizzazione, veicolata tramite  lo Sportello unico  per le attività produttive,  consentirà di ottenere   con una sola domanda  ciò che prima richiedeva  molti tipi di autorizzazioni ambientali (scarichi, acque reflue, emissioni in atmosfera, fanghi di depurazione, impatto acustico, recupero rifiuti) in tutte quelle situazioni in cui non è richiesta l’AIA (autorizzazione integrata ambientale  necessaria per gli impianti più complessi)  o la valutazione d’impatto ambientale.

Molti passi devono essere ancora fatti ma la strada delle riforme e della semplificazione è una delle condizioni necessarie per il recupero di competitività del nostro sistema paese e per aumentare la capacità d’attrazione d’investimenti  italiani ed esteri.

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Autore: admin

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