Francesco Nicolosi Fazio- Supergiorgio! Verso il presidenzialismo (e) “oltre”

.

 

Alto Colle

SUPERGIORGIO!

Verso il presidenzialismo (e) “oltre”


Chi fa da sé fa per tre. Napolitano ha fatto, da solo, quello che, insieme, Berlusconi, Bersani e Monti non sono riusciti nemmeno a concepire: il regno eletto. Che è qualcosa di più straordinario della stessa repubblica presidenziale. Passato il regno. Per fortuna san Giorgio c’è già il 24/04…..

Non riuscivamo a spiegarci perché, per accelerare i tempi, Giorgio non si fosse dimesso, già all’aprirsi delle urne, stante l’evidente impossibilità, per il “vecchio” presidente, di trovare una soluzione di governo. Le dimissioni avrebbero anche sancito il fallimento politico dell’ideatore ed impositore del tremendo governo Monti. Ancora più assurda ed inspiegabile parve la melina dei “saggi”, di cui non sentiamo neanche più parlare, se non per barzelletta. Una serie di atteggiamenti e soluzioni misteriose ed inspiegabili. Compresa la pantomima dell’incarico al povero Bersani.

Dal punto di vista politico sembrava pure assurdo che il presidente rientrante (una new rientry a 88 anni!) non avesse dato neanche lontanamente una sua indicazione per il suo urgente sostituto. Crediamo che tale accortezza sia stata invece adottata da Ratzinger, che si è dimostrato un vero statista, seriamente preoccupato del futuro della Chiesa.

In tutti i suoi (sette + x) anni ( con x che va da zero a 7) da presidente da porta girevole, Giorgio ha sempre messo il naso in tutte le faccende politiche italiane. Per quanto concerne la porta girevole non sarà un caso che il Quirinale è molto vicino al Grand Hotel la cui regola è: “gente che va, gente che viene”, sullo stesso colle vale la nuova regola: “gente che va e che ritorna”. Dal Grand Hotel all’Hotel Excelsior di Licio Gelli la strada è pochissima. Napolitano, dicevamo, ha sempre influito su tutto: post-terremoti, nomine, leggi, politiche finanziarie; con messaggi, più o meno istituzionali, pressoché giornalieri. Sul suo sostituto meno che nulla. Negava .soltanto una sua rielezione.

Ma veramente, in Italia, non esiste un cittadino di età superiore ai 50 anni che possa fare il mestiere di presidente della repubblica? Credo che chiunque abbia un minimo di coscienza politica provi un senso come di vergogna di fronte al resto del mondo e soprattutto di fronte alla propria intelligenza. Ma anche un Gianni Letta avrebbe rappresentato una soluzione più decorosa di quella che stiamo subendo, dopo eventi politici a dir poco incredibili se non micidiali.

Già l’abbattimento (a vista) della candidatura Marini aveva fatto intuire che dovevamo prepararci al peggio. Ma il Massimo (quello con i baffetti?) si è raggiunto con il siluramento (subacqueo) di Romano Prodi. Non è affatto una espressione di democrazia, quando, in una libera assemblea PD, nessuno pone neanche un “distinguo” su un nome del tutto decoroso come quello di Prodi, mentre poi al voto “emergono” ben 100 siluri, tutti all’interno del PD. Si tratta certamente di 100 uomini (e donne) d’onore. Purtroppo non sappiamo noi stessi se il termine è da intendersi con ironia oppure è una presa d’atto di appartenenza, questione di percentuali interne e/o esterne.

Viene da pensare all’affermazione di D’Agostino a “La 7” nel programma “Piazza Pulita”: “L’elezione del presidente della repubblica è una lotta tra massonerie”. Nessun politico ha smentito, né si è indignato. Forse Prodi ha pagato la sua non appartenenza alla massoneria di osservanza atlantica. Del resto lui, amico della Serbia, era stato una forte remora alla guerra per il Kossovo, inoltre era stato fautore dell’Euro, che poteva rappresentare una minaccia per il dollaro. Bertinotti, D’Alema e Kossiga trovarono la soluzione atlantica del primo  governo italiano con a capo un ex “comunista”. In quei giorni Kossiga ricordava agli italiani (e no) i bei tempi del 1948, quando era pronto a difendere con il mitra la democrazia italiana da una vittoria elettorale del PCI. Come dire che la sua politica di devozione alla causa era stata sempre la stessa: militante.

Mancando dalla scena la “lepre marzolina” sarda, viene da chiedersi: “in questa vicenda del quirinale chi è il burattinaio?” Siamo giunti al punto di sperare che possa trovarsi oltre Tevere, stante la chiarezza della situazione politica nello Stato della Chiesa. Non sappiamo se la manovra parte da oltre atlantico, dove il povero Obama non riesce neanche a limitare un poco la libera vendita di mitragliatici pesanti e cannoncini (letteralmente) ai mentecatti, parlo di privati cittadini. In quanto in USA il potere della democrazia è da sempre meno forte di quello delle Lobby.

In ogni caso il burattinaio si trova “oltre” sia esso Tevere o Atlantico. E’ posto oltre i confini della nostra democrazia parlamentare. Siamo ben certi che è un elemento del tutto “alieno”.

Autore: admin

Condividi