Francesco Nicolosi Fazio-“Servo di scena” di R.Harwood con F. Branciaroli. Stabile di Catania

 

Teatro   La sera delle prima

 

AMORE DI TEATRO

Franco Branciaroli

Servo di scena. Di Ronald Harwood. Traduzione di Masolino D’Amico. Regia: Franco Branciaroli. Con: Franco Branciaroli, Tommaso Cardarelli, Lisa Galantini, Melania Giglio, Valentina Violo, Daniele Griggio, Giorgio Lanza.Teatro Ambasciatiri, Stabile di Catania

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Per chi non conosce neanche il film di Peter Yates con Finney e Courtenay: Durante i bombardamenti nazisti una compagnia inglese rappresenta Shakespeare in un modesto teatro “sgarrupato”. Il microcosmo ruota attorno al capocomico, “il Sir”, che andrà in scena l’ultima volta. L’assistente del titolo (forse più immediato l’inglese con “dresser”) compie, come ogni sera delle 273 già esitate, il miracolo dietro le quinte. Il grande attore non godrà della più spettacolare morte in scena: una dormeuse del camerino sarà il suo catafalco. Disperazione di tutti, tranne dell’attrice storica compagna, chiamata appunto (alla Dumas?) Milady.

Grandissima opera di teatro sul teatro che, come “Rumori fuori scena” di Bogdanovich, ha avuto anche grandi numeri cinematografici.. Già dalla scena (intelligentemente sovrapposta di palcoscenico e “retroscena” sottostante) la piece offre un appassionato spaccato del teatro di tutti i tempi, emblematicamente rappresentato dal Bardo di  “Re Lear”. Il succo è una serie di ipotesi per tanti “perché” Perché esiste il teatro, perché si ama la vita ed il teatro, perché si vive e poi perché si muore. Una struggente riflessione che ci lascia sospesi e commossi dopo tante intelligenti risate.

Grandioso Branciaroli, soprattutto nella regia, che lascia ottimo spazio agli altri interpreti,  tra cui spicca un perfetto Cardarelli che attinge a piene mani anche dal mestiere del “capocomico” Franco. Lui che è giovane avrà ben modo di ricordare ai futuri spettatori a quale grande evento ha partecipato, in primissimo piano. Perché quello dello Stabile di Catania per la produzione del teatro Stabile di Brescia e Degli Incamminati è stato certamente un evento che troverà il suo posto nella storia del teatro.

Ma bisognerebbe dedicare un lungo e monotematico articolo per il Maestro Branciaroli. Solo un grande attore può con naturalezza rappresentare, in fondo, sé stesso, raggiungendo il perfetto equilibrio tra realtà e finzione, interpretando meravigliosamente un personaggio che, dopo decenni di palcoscenico, non distingue più la vita dalla scena. Ecco il miracolo di una recitazione forte e sobria, ricca di mezzi toni, di finte rigidità e grandiosi “gomiti tondi” (la capacità di stare sulla scena in modo lieve e plastico, come privi di giunture). Un siderale finto distacco di una interpretazione che ci avvolge, invece, con una grande umanità, che si legge in ogni respiro.

Uno spettacolo che è una perfetta macchina da guerra, allegra e commovente, piena d’amore per il pubblico e per il teatro.

Centrato l’obbiettivo: il teatro è immortale! Anche sotto i bombardamenti nazisti, di ieri e di oggi.

Autore: admin

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