Ronconi incontra Spregelburd. “La modestia” al Teatro Argentina di Roma

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Ronconi incontra Spregelburd

“La modestia” di Rafael Spregelburd. Regia di Luca Ronconi. In scena al Teatro Argentina di Roma

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Il regista italiano non ha bisogno di presentazioni: 50 anni di teatro difficilmente etichettabile, la cui ricerca piuttosto che sull’introspezione psicologica è focalizzata sulla realizzazione di una macchina teatrale finalizzata a scioccare e confondere lo spettatore.

Rafael Spregelburd, argentino, nonostante la giovane età (42 anni), è oggi considerato uno dei più grandi autori contemporanei.

“La modestia” nasce all’interno di un progetto che prendendo ispirazione da un quadro di Hieronymus Bosch, vuole descrivere i 7 peccati capitali odierni in relazione a quelli storici: l’inappetenza (Lussuria); la stravaganza (Invidia); la modestia (Superbia); la stupidità (Avarizia); il panico (Accidia); la paranoia (Gola); la cocciutaggine (Ira).

Da questo incontro artistico (e generazionale) apparentemente lontano, ma che invece accomuna due concezioni teatrali molto simili (passione per una struttura narrativa da smontare e rimontare, simultaneità degli eventi) nasce un intenso spettacolo che racconta due storie parallele interpretate dagli stessi attori con soluzione di continuità. Ciò aumenta il senso di spaesamento della pièce ma diminuisce la capacità di comprensione dello spettatore, che viene messo a dura prova per 2 ore e 45 minuti (senza intervallo).

La prima vicenda racconta la contemporaneità di un’Argentina in tempo crisi (ricordiamo che il testo è del ’99). L’altra invece è ambientata in un altrove non ben identificabile che rimanda alle suggestioni dei romanzi russi ottocenteschi.

Il ritmo dello spettacolo è quello della commedia degli equivoci alla Feydeau con personaggi però dalle identità labili e che ricordano quelli dei Pinter. La regia di Ronconi attraverso i suoi congegni teatrali (mobili che si spostano da soli, pareti che vengono giù, fuochi veri che divampano all’improvviso) aumenta il senso di transitorietà esistenziale dei personaggi. Da notare la presenza di quattro nomi di eccezione che affrontano con ottimi risultati questa sfida attoriale: Francesca Ciocchetti, Maria Paiato, Paolo Pierobon, Fausto Russo Alesi.

 

Autore: Simona Almerini

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