Francesco Nicolosi Fazio-Si fa ma non si dice (presidenti di un popolo dorato)

 

Agorà

 


SI FA MA NON SI DICE

Presidenti di un popolo dorato


Nel Canto XXIII dell’inferno il sommo Dante ci mostra il contrappasso destinato agli ipocriti: Una pesante e monacale cappa di piombo, ricoperta da uno strato dorato. Come è sua usanza il poeta ci offre, contemporaneamente, molte interpretazioni. La cappa infernale è identica nella foggia all’abito domenicano, peraltro di suo in duplice colore, ordine (vicino al nemico Bonifacio VIII) che rappresentava l’intelighenzia monacale, come oggi i gesuiti. L’Alighieri ci segnala anche l’etimologia greca della parola ipocrita: ipo crisis, ovvero sotto l’oro (il piombo). Da non trascurare la pesantezza e l’impenetrabiltà del piombo, oggi sappiamo anche alle radiazioni. Non ultima la considerazione cromatica, il giallo dell’oro è del rancido (aurancidus), ma anche segno di pericolo:: bandiera gialla è pericolo di contagio, la segnaletica stradale di pericolo, il simbolo di radioattività, la rosa gialla è pericolo di gelosia, si indora la pillola, quando l’amara medicina viene edulcorata, come ci insegna il governo. I “Compro Oro” sono attività a rischio riciclaggio.

Tra gli ori del Quirinale si è giocata una triste pantomima, culminata con la nomina dei “saggi”, tra cui spiccano Violante e Quagliarello (!). Poco saggio si è dimostrato Onida che, credendo (incredibilmente) di parlare con Margherita Hack, ha confessato che i saggi sono una solenne presa per il….. semestre bianco (lì non prende mai il sole). Invece di dimettersi, il presidente ha fatto così un po’ di melina, ottenendo un insperato prolungamento dell’agonia di Monti e la morte politica di Bersani e del PD.

Napolitano non ha sprecato questo tempo, perché in extremis ha graziato l’ex comandante della base Nato dove transitò Abu Omar, appena rapito, per trasferirlo e consentire le sue torture legali in Egitto. Con grande faccia di bronzo (dorato anch’esso) il portavoce del Quirinale ha collegato la grazia per l’americano alla vicenda dei marò in India (?)

Nelle immagini di repertorio si vede il graziato americano seduto accanto al sen. Di Gregorio, quello inquisito per i tre milioni di euro di ingaggio; questo “politico” era assunto ancor prima alle cronache per una inspiegabile intervista a Tommaso Buscetta, da Di Gregorio ottenuta da don Masino in crociera ed in protezione assoluta come pentito. Forse queste entrature determinarono la “scelta” di Di Pietro per far rappresentare noi italiani (e l’allora IDV) dal Di Gregorio.

Sappiamo che Napolitano capisce e parla bene l’inglese, anche se con un pesante accento italo-americano, forse preso all’epoca dell’occupazione americana a Napoli, quando prese pure la tessera del PCI.  Questa sua caratteristica è nota da tempo, forse per questo fu l’unico ministro dell’interno comunista in uno stato aderente alla Nato. Risulta essere il nostro politico più anglo-sassone.

Altro presidente ex comunista (rifondazione addirittura) abbiamo noi in Sicilia. Si chiama Crocetta e pare abbia avuto una lunga carriera all’ombra delle ciminiere dell’ENI di Gela. Il fumo (cancerogeno?) di queste ciminiere giunge a volte anche a Grammichele, paese del predecessore Raffale Lombardo, in linea d’aria a venti chilometri da Gela. Questo “nuovo” presidente ha avuto la sensibilità di esonerare da Assessore un grande artista come Franco Battiato, per una frase carpita durante un concerto. In ogni caso quegli argomenti, malamente portati da Battiato, sono l’assoluta verità, essendo notorio che, nella passata legislatura, alcune deputate avevano ottenuto il posto per l’”amicizia” con il grande capo. Ma oggi siamo tornati indietro di secoli, pertanto la gravità non sta nei fatti, ma nel raccontarli. Il grande capo, che paga ancora le olgettine, viene aiutato da Napolitano nell’abbraccio con Bersani. Abbraccio mortale, per il PD.

L’ipocrisia è l’arma del mediocre, inteso etimologicamente come l’essere umano che anela alla media: vivere come gli altri, ad ogni costo, una vita da soap opera. Tanti mediocri ci governano, ottimi rappresentanti di un popolo corrotto e malvagio.

Chiuderei con Niccolò Macchiavelli che, 500 anni fa, nei “Discorsi” affermava: “Un popolo corrotto si può con grandissima ‘difficultà’ mantenere libero.”. Anche lui, come Dante, era un grande fiorentino onesto, obbligato a vivere lontano dalla sua città, in mano ai mediocri corrotti

Autore: admin

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