Gianfranco Miglio-Civitanova Marche, perchè farsi i fatti altrui


Civitanova Marche


PERCHE’ FARSI I FATTI ALTRUI

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Per arginare i suicidi, ad esempio

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I saggi dicono che per campare a lungo le persone dovrebbero evitare di farsi i cavoli altrui (cd. undicesimo Comandamento), non farsi coinvolgere dalle beghe del prossimo (abbiamo le nostre), da fatti dolorosi, ingiusti o sconvolgenti come ad es. la Diaz del G8, i sempre di moda femminicidi, le Avetrane, un ragazzo pestato a morte ecc. Come dire che, nella vita, bisognerebbe starsene sempre zitti, proseguendo la propria esistenza senza farsi coinvolgere da cose che comunque non possiamo modificare. In sostanza non accollarci tutti i mali e le pene del mondo.

Ma ci sono avvenimenti talmente coinvolgenti che non si può far finta di niente. A volte girare la testa dall’altra parte è segno di inciviltà oltreché di vigliaccheria. Cercando di mettere per un attimo da parte il lancinante dolore (che, quando ci viene a fare visita durante queste ore, ci annebbia la vista e la ragione), dolore e rabbia e poi pietà per questi tre poveretti di Civitanova Marche (una cittadina sino a pochi anni fa fiorente con ricchi scambi internazionali), cerchiamo di immaginarci gli ultimi terribili giorni di vita di questi essere umani divenuti in poco tempo poveri dopo un’esistenza normale come tanti, diciamo decente.

Facendoci forza, immaginiamoci quello che debbono essersi detti seduti a tavola, di fronte a delle carote tritate ed una fettina di formaggio, a partire da chi dei due avrà proposto all’altro di concludere la vita in maniera così tragica. E poi la preparazione, la ricerca delle corde con cui impiccarsi, gli ultimi sguardi prima di scansare la sedia da sotto i piedi. E chi dei due sarà morto per secondo, avrà visto la morte dell’altro e la propria, pur stando per pochi istanti ancora in vita.

E lo spettacolo di orrore di un fratello, anche lui tenuto in vita da 500 euro mensili, che trova i due cianotici, con la lingua di fuori : questo è quello che gli si è parato davanti all’improvviso e da qui la decisione estrema di buttarsi da uno scoglio nel mare agitato. Adesso tutti fanno professione di solidarietà, di rabbia, ma quando c’era da capire il dramma imminente, nessuno si è sforzato più di tanto, rintanato nel proprio egoismo, nel suo istinto di sopravvivenza, nella propria indigenza e vergogna.

Del resto, ampliando il raggio visivo, nessuno è andato a fare comizi tra la gente del luogo, nessun Professore, nessun Tecnico, nessun Imbonitore, nessun Capopolo è andato tra le abitazioni o nei bar a chiedere se, putacaso, ci fosse qualche problemino nella cittadina marchigiana, ridotta ad un cimitero di negozi serrati.
Ieri l’altro, il Presidente della Camera Boldrini, unica rappresentante di uno Stato imbelle, ha avuto il coraggio civile di andare ai funerali dei tre sventurati, venendo anche contestata da un gruppo di esagitati.

E qui si evince purtroppo l’ignoranza e la superficialità di una buona parte dei nostri connazionali, che se la prende con una persona che è in politica solo da due settimane e che sino a pochi anni fa si dava da fare all’ONU per gli ultimi, per i malati, per i rifugiati. Ebbene, io ho l’atroce sospetto, anzi ne sono certo, che le persone che hanno fischiato la Boldrini siano le stesse che hanno dato il voto per anni ad un partito che è stato al potere per oltre 16 anni su 20, sino al 2012 se non erro, a parte quello dei “tecnici” venuto a tappare enormi buchi, punendo però le classi più deboli, tanto per cambiare. Qui lo dico con tutta la rabbia che ora mi assale: perché non si impiccano quelli che hanno votato male?

 

Autore: admin

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