Sauro Borelli- Carissimi nemici (“Jimmy Bobo”, un film di W.Hill)



Il  mestiere del critico

CARISSIMI NEMICI

Locandina Jimmy Bobo - Bullet To the Head

 

“Jimmy Bobo”, il nuovo film di Walter Hill

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Walter Hill, cineasta poco oltre i settant’anni, già consacrato piccolo maestro da una mezza dozzina di film di pregevole sostanza (L’eroe della strada, Driver, I guerrieri della notte, 48 ore, Danko, Geronimo) torna sul set con una vicenda ispirata alla graphic novel francese Du plomb dans la tête scritta da Matz e illustrata da Colin Wilson proporzionandola sullo schermo nell’action movie dal titolo Jimmy Bobo – Bullet to the Head.

Personaggi concomitanti per l’occasione figurano, appunto, Jimmy Bono (in originale, Bonomo, incarnato da un pesto e pure sorprendentemente ironico Sylvester Stallone) e Taylor (Sung Kang): il primo killer professionista operante nella corrottissima New Orleans; l’altro giovane detective di Washington d’origine coreana sbalestrato tra delinquenti efferati per risolvere un caso di omicidio particolarmente intricato. A completare il quadro, oltre un contesto criminale diffuso, compare persino una graziosa ragazza (interprete Sarah Shahi) che in qualche misura tempera cruenze e parossismi violenti della trascinante storia spolverata di digressioni sarcastiche abbastanza azzeccate.

A dirla in breve, la situazione, se appare all’inizio soltanto movimentata da scatenate sparatorie e conseguenti morti ammazzati, via via che si procede nel racconto, i fatti e più ancora i fattacci disegnano una sorta di psicodramma tra malfattori dediti ad ogni sorta di crimine e i due deuteragonisti, malgré eux, Jimmy Bono e Taylor determinati, anche oltre le rispettive convinzioni di impersonare, da un lato, il delitto (Bono) e, dall’altro la legge (Taylor), a mandare ad effetto azioni e propositi del tutto esasperati e conseguiti con ininterrotti scontri e regolamenti di conti con mascalzoni inguaribili, se non con l’eliminazione pura e semplice.

Secondo una strategia creativa già sperimentata in passato con innegabile successo – in ispecie con film quali i menzionati L’eroe della strada, I guerrieri della notte, Driver –, Walter Hill modula, con misura e sapienza, nel suo nuovo Jimmy Bono una raffigurazione insieme “classica” (nel senso di un ritmo rigoroso e un montaggio sobrio, incalzante) e innovativa (poiché le gesta scriteriate dei due eroi-antieroi Bono e Taylor sono piegate ad un effetto dissacrante palese). Insomma,Walter Hill ha perso forse un po’ il pelo – nel senso che si è un po’ appannata l’originalità narrativa dell’ispirazione –, ma non è venuto meno peraltro al vizio (che poi è la sua residua virtù) di forzare le cose con vicende precipitose, dislocate in contesti degradati e tra personaggi all’estremo di ogni umana dissipazione.

In questo senso, memorabili, a parer nostro, risultano ancora oggi L’eroe della strada e I guerrieri della notte, ove, nel primo un roccioso Charles Bronson e un brillantissimo James Coburn (l’uno, rude combattente in una New Orleans da incubo, l’altro spregiudicato imbroglione rotto a tutte le soperchierie) davano vita alla storia esemplare di un’amicizia v irile contraddittoria e picaresca; il secondo evoca con ostentato iperrealismo allegorico la rischiosissima Anabasi della banda dei Warriors di Coney Island in fuga disperata dal centro di New York inseguita minacciosamente dalle bande rivali fino al fortunoso approdo alla base originaria. E proprio quest’ultimo film, benché basato su tracce violente ma non mai granguignolesche, si meritò commenti e recensioni altamente positivi. Quali, ad esempio, le cose scritte sul Dizionario Morandini: “…è un film fantastico che ha la tensione visionaria di un incubo da droga, la struttura narrativa di un film di guerra e le cadenze, l’artificiosità di un cartoon, l’eleganza grafica e la coreografia di un musical”. Certo, l’attuale fatica di Walter Hill, appunto, Jimmy Bono, non ripropone tanta e tale dovizia dei pregi di Guerrieri della notte, ma innegabilmente – l’ha riconosciuto per primo Sylvester Stallone – l’”Hill touch” si sente. E si apprezza ancor con piacere.

Autore: admin

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