Franco La Magna-Recensioni brevi (“Il figlio dell’altra”,”La frode”,”Educazione siberiana”)

 

Cinema    Recensioni brevi

 

TRE FILM RECENTI

Locandina Il figlio dell'altra

 

Il figlio dell’altra (2012) di Lorraine Levy. Natura o cultura? Nel titanico scontro, Empedocle docet, chi è destinato a soccombere? Nodo centrale del film della Levy, ebrea trapiantata in Francia, “Il figlio dell’altra” (2013) – lo scorso anno presentato al Torino Film Fest – non solo riprende l’atavica paura dello scambio di prole, ma aggiunge a questa l’ormai storico e incancrenito conflitto tra ebrei e palestinesi, mostrando un ventaglio di reazioni drammaticamente innescato all’interno delle due famiglie coinvolte. La macroconflittualità tra i due popoli in lotta si sposta in tal modo nel microcosmo familiare, rendendo palese la metafora ma al contempo tentando faticosamente d’imboccare una via di fuga, d’(im)possibile risoluzione che, inevitabilmente, non potrà che essere problematica. Quel che un tempo (ma ancor oggi) si definiva soluzione aperta. Regia: Lorraine Levy Con: Emmanuelle DevosJules SitrukPascal ElbéBruno Podalydès Ezra DaganKhalifa NatourMehdi DehbiAreen OmariMahmoud ShalabiDiana Zriek Tamar Shem Or. Produzione francese.

La frode (2012) di Nicholas Jarecki. La crisi mondiale continua a mordere duro e su di essa la spregiudicata corazzata Hollywood continua a macinare film. Questa volta lo fa chiamando in campo due divi (attempatelli) ma ancora in pieno assetto bellico. Lui è l’ultrasessantenne Richard Gere, che gode d’eserciti di fans (soprattutto femminili), qui nei panni falsamente bonari d’uno squalo della finanza colto al termine del suo lungo viaggio finanziario fatto di colpi bassi e tutto teso, da buon “pater familias”, ad assicurare un roseo avvenire ad una prole perfettamente opposta: figlia, intraprendente e scaltra (che scopre la truffa colossale da lui architettata) e figlio incapace. Fino ad un certo punto tutto va per il meglio, poi un banale incidente d’auto (nel quale muore la giovane amante del caimano), fa scricchiolare l’impero. Ed è qui che entra in gioco la falsamente docile consorte (Susan Saradon, presenza finora apparentemente innocua, dama di carità,  alacremente impegnata in opere di beneficenza) che svela tutta la sua granitica durezza. Ma, don’t worry, il fascinoso magnate canuto e stanco riuscirà a concludere in crescendo l’ultimo, colossale, affare della sua vita. Con apoteosi finale. Ambiguità “pirandelliane”, maschera e volto. Titolo: “La frode”, opera prima già matura dell’esordiente Nicholas Jarecki, che chiama tra gli attori anche William Friedkin (Il regista de “L’esorcista”, tornato in auge dopo aver diretto due anni fa  “Killer Joe”), a quanto pare anch’egli neofita davanti alla macchina da presa.  Interpreti: Richard GereTim RothBrit MarlingSusan SarandonMonica RaymundWilliam FriedkinEvelina ObozaLaetitia CastaJosh PaisNate Parker.

Educazione siberiana (2012) di Gabriele Salvadores. Ci si può solo augurare che mai i piccini sparsi in questo rio mondo debbano subire l’educazione criminale di questa sconosciuta comunità Urka, perseguitata da Stalin (e per questo fuggita in Siberia), poi dallo stesso sanguinario dittatore sovietico deportata in Transinistria (Moldovia), quindi dopo la caduta del muro di Berlino (a seguito dell’ inascoltata richiesta d’indipendenza) rimasta orgogliosamente chiusa e refrattaria, in perenne scontro con qualsiasi autorità. “Educazione siberiana” di Salvadores –  film duro, difficile, nerissimo, coraggioso e del tutto estraneo alla spesso melliflua produzione indigena – cerca indagando in una sparuta minoranza criminale, rigorosamente ossequiosa ad un codice comportamentale ultra secolare, una chiave di lettura delle marginalità del mondo, contravvenendone la semplicistica visione piattamente omologata. Quasi un pendant ancora più estremo del recente “Re delle terre selvagge”. Dal singolare romanzo di Nicolai Lilin (Einaudi), un film altrettanto inusuale, sgradevole, del tutto avulso da tendenze o concessioni (a quanto pare, tuttavia, edulcorato rispetto alla scrittura letteraria), ma dotato anch’esso d’una forestica ed eccentrica vitalità. John Malkovick, sinistramente affascinante, eccelle nei panni di “Nonno Kuzja”, intoccabile leader carismatico della rabbrividente comunità di Fiume Freddo.                                     Interpreti: Arnas FedaravičiusVilius TumalavičiusJonas TrukanasVitalji PoršnevPeter StormareJohn MalkovichEleanor Tomlinson

Autore: admin

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