Francesco Nicolosi Fazio-Il tribuno “della” web(e)

 

 

A che punto  è la notte

 

IL TRIBUNO “DELLA” WEB(E)

Il futuro politico di Grillo

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Esattamente 500 anni fa un diplomatico fiorentino scriveva un capolavoro di filosofia politica che ha ispirato politici e filosofi fino ai nostri giorni. Il diplomatico era Niccolò Macchiavelli ed il libro era “Il Principe”. Meritata fortuna per un libro che però è passato alla storia per una frase mai scritta dal grande letterato: “Il fine giustifica i mezzi”. Notevole successo ebbe Macchiavelli anche con la commedia “La mandragola” e minor fortuna ebbero “I discorsi sulla prima deca di Tito Livio” forse perché, nei successivi oltre quattro secoli di monarchie europee, Niccolò proponeva come modello la Roma repubblicana.

Nei “Discorsi” il grande fiorentino sottolineava che la Repubblica dell’antica Roma aveva trovato la quadra per poter equilibrare il potere della nobiltà patrizia (una e vera propria “casta”) ed i diritti del popolo (la plebe). La soluzione fu geniale: istituire il “Tribuno della plebe” il difensore dei diritti popolari, eletto dalla plebe, che aveva un vero e proprio potere inquisitorio e spesso anche una funzione di agitatore, un megafono ante litteram. La repubblica così raccolse enormi successi per oltre quattro secoli, sin quando il potere della plebe tracimò ottenendo anche il diritto di eleggere i due consoli, che avevano poteri paragonabili all’odierno premier. Poi venne l’impero.

Oggi siamo ben sicuri che in Italia esiste una casta (per niente nobile) che tiranneggia la stragrande maggioranza dei cittadini, in quanto anche con lauree e/o valide professioni, rispetto allo strapotere politico-mafioso, siamo tutti vera e propria plebe. I risultati elettorali dell’M5S hanno evidenziato l’esigenza di una vera rappresentanza per il popolo, che non può più assolutamente riconoscersi nella casta che ci domina, né può più votarla. Il mezzo di questa pacifica rivoluzione è stata la rete che è riuscita a collegare tanti cittadini con uguale sentire, profondamente democratico. Ma alla prova dei fatti la democrazia rappresentativa non si è ancora adeguata alla presenza di questo popolo nuovo, e non solo per quanto riguarda le percentuali e/o le cariche istituzionali raggiunte.

Forse bisognerebbe istituzionalizzare invece, come nell’antica Roma repubblicana, la funzione di Tribuno del popolo della rete, come di fatto è Beppe Grillo. Forse è una forma di conservatorismo ma non riesco ad immaginare nessun esponente dell’M5S seduto al consiglio dei ministri. Anche se Lenin mi ha insegnato che qualunque operaia può benissimo fare il ministro.

Un altro genovese ci ha insegnato: “Dai diamanti non nasce niente…” ma forse la freschezza dei grillini potrebbe offuscarsi nel letame del potere. Non sarà difficile inventare un softtwhere che possa raccogliere e quantificare i consensi verso un rappresentante che possa essere insignito della carica di vero e proprio “Tribuno”, difensore dei diritti del popolo.

Credo che questa proposta non sia poi così fantascientifica, basterà lavorarci, ovviamente sul web.

Autore: admin

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