Francesco Nicolosi Fazio- Bergoglio…Eventi straordinari si susseguono in Vaticano



Divina-mente


BERGOGLIO, ORGOGLIO, IMBROGLIO.

 

Eventi straordinari si susseguono in Vaticano


 

Nel bel film Mission il fatto storico della rivolta dei gesuiti spagnoli, contro i nuovi padroni portoghesi dell’Uruguay, è introdotto dalle scene delle udienze del tribunale ecclesiastico che, per sola solenne ipocrisia, doveva accertare se le missioni avevano valore religioso, soprattutto stabilendo se gli indios avessero o meno un’anima. Al gesto di insofferenza di De Niro/Mendoza verso la “combine” evidente che avrebbe eliminato le missioni, l’accusa catalogò l’atto ribelle del gesuita: “Ecco la prova dell’orgoglio gesuita”. L’Uruguay si liberò dei portoghesi grazie a Giuseppe Garibaldi che, per questo, fu da sempre ricordato come “L’eroe dei due mondi”.

Sul Gianicolo dovrebbe (forse Alemanno l’ha rimossa) campeggiare una bella statua di Garibaldi che guarda, inequivocabilmente, verso il Vaticano ed il suo Cupolone. Noi catanesi tramandiamo il grido “O Roma o Morte” che il grande Peppino lanciò dal balcone di via Etnea. Nel giusto mezzo, tra la vita e la morte – tra Catania e Roma, in Calabria fu ferito.

I credenti, che non dubitano del “dopo”, potrebbero immaginare i pensieri che Garibaldi elaborerà dall’alto, constatando che al posto di Pietro oggi siede un uomo quasi conterraneo della sua adorata Anita. Noi agnostici sappiamo che si sta rivoltando nella tomba. Il difficile è capire se il movimento nel loculo di Caprera è dovuto alla gioia per la presenza sotto il Cupolone di un erede del rivoluzionario Mendoza gesuita, o dal terrore che si tratta di un gesuita e basta.

Affacciato dal balcone della Basilica Papa Francesco ha lanciato semplici parole e messaggi possenti. Innanzi tutto il nome che, dopo ottocento anni, porta alla ribalta un santo forse sconosciuto nelle gerarchie cardinalizie, magari perché noto come il “Poverello di Assisi” (oggi non possiamo sapere che fine avrebbe fatto la sua vicenda religiosa ed umana). Poi la croce di ferro. La preghiera richiesta al popolo come vera investitura dal basso, per cui solo dopo ha indossato l’armamentario (non credo sia il termine esatto). L’acclaramento (uno spagnolismo è d’obbligo) della divisione della curia romana, che come ha detto Bergoglio: “ha trovato il Vescovo di Roma ai confini del mondo”. La scaltrezza di definire sé stesso Vescovo di Roma, al fine di evitare la goffa espressione di “Papa emerito” nel rivolgersi al suo predecessore, in un velato ringraziamento. Altro non ricordo di quella sera e non ritengo di dovermi documentare leggendo articoli ciclostilati.

Ma alcuni elementi risultano di grande perplessità. La “fuga di notizie” che ha fatto preannunciare ad Obama la possibile nomina di un papa Americano. Forse ne sapeva qualcosa l’amico di Bergoglio, il rabbino capo di Buenos Aires, capitale di una nazione che ai tempi di Peron accoglieva in incognito migliaia di nazisti e fascisti ricercati, e dove hanno ben operato il Mossad e Simon Wisental . Al punto che l’Argentina è la base sudamericana dell’”agenzia” israelita.

Ma l’enorme perplessità nasce soprattutto dalla denunzia delle “Madri di Plaza De Majo” che sostengono che l’attuale papa non ha mai alzato né la voce né un dito per contrastare le stragi dei “Desaparesidos”. A discolpa può essere riportato il fatto che Bergoglio è stato del tutto assolto nel giudizio sulle complicità del clero con la sanguinaria dittatura argentina degli anni ’70, soprattutto verso quei sacerdoti che favorirono le adozioni illegali di bambini rimasti orfani per le esecuzioni sommarie dei genitori. Oggi difatti si chiamano “Le Nonne di Plaza de Majo” perché sperano ancora di ritrovare i nipoti, a loro tremendamente sottratti.

Sembrerebbe un brutto imbroglio. Tutto resta in altre ed alte mani. Ma quali? Non sappiamo, non avendo il conforto della fede. Gli atei, in fondo, rimproverano a Dio solo una cosa: di non esistere. Forse è la loro preghiera.

Autore: admin

Condividi