Francesco Nicolosi Fazio-Amore e Verità (“La locandiera” al Coppola di Catania)

 

Teatro    La sera della prima

 

AMORE E VERITA’

La locandiera di Carlo Goldoni

Regia: Massimo Tuccitto Con: Giuliana Di Stefano, Alessandro Aiello, Massimo Tuccitto, Giovanni Ruggieri, Luca Di Mauro, Doriana La Fauci, Elisa Golino. Scene: Fabio Gradenigo Musiche: Umberto Ferro.  Produzione: Tempo d’aurora. Al Teatro Coppola- Teatro dei Cittadini Catania

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L’amore assume tante forme. L’Amore ci fa assumere altrettante forme. Nel senso che ci cambia: prima, durante e dopo. Nel prima si arriva spesso alla messa in scena, pur di ottenere l’irrinunciabile conquista. Su questo tema un capolavoro della cultura mondiale è il film di Billy Wilder “A qualcuno piace caldo” dove lo splendido trio Curtis, Lemmon e Monroe si rincorre in un accastellarsi di menzogne amorose, culminanti con la negazione della realtà/verità dello spasimante di Lemmon/Josephine, che conclude con il memorabile: “nessuno è perfetto”. Forse a Wilder piaceva Goldoni.

La trama è semplice: La locandiera Mirandolina (c’entra Pico?) con le sue moine, scaltrezze, intingoli e falsi svenimenti irretisce: il Marchese, il Conte ed il Cavaliere, ottenendone favolosi regali, senza mai concedersi; il Cavaliere, nemico dichiarato delle donne, sarà il più danneggiato. Si aggiungono due attrici che, scena nella scena, si millantano nobildonne. Nell’insieme i clienti della locandiera coprono l’Italia intera, per dire che tutto il mondo è paese. Alla fine Mirandolina sposerà il servo Fabrizio (homo faber?) per salvare la sua situazione quasi compromessa.

Delizioso spettacolo quello dei magnifici giovani del “Tempo d’aurora”: snello, scattante, rigoroso, innovativo, ovviamente divertente. Scene pulite ed ingegnose, che con un semplice piegarsi della cornice di tre porte, emblematiche orbite vuote, ci porta in quattro ambienti diversi, tutto nei pochi metri quadri del palcoscenico del Teatro Coppola.

Attori impeccabili, corretti ed entusiasmanti, che sprigionano una energia ed una passione rare nei teatri “ufficiali”. Una speciale menzione per i duellanti Giuliana Di Stefano (anastatica Mirandolina) e Alessandro Aiello (redivivo Cavaliere), che sembrano veri, come dei ritratti viventi di due personaggi ormai storici.

Una messa in scena che vola via veloce, superando di slancio i (comunque) quasi novanta minuti di spettacolo. Un modo elegante e corretto di innovare il teatro di Goldoni, una scelta drammaturgica che diviene un omaggio alla sua geniale capacità di rivoluzionare il teatro del suo tempo.

Come ci indica Tuccitto: “Gli esseri umani non si dicono la verità, soprattutto a sé stessi”, così vivendo, anche in amore, la menzogna. Negli anni settanta si poneva l’accento sul “femminismo” di Mirandolina, oggi, dopo anche questo fallimento, in amore torna di moda la regola delle tre “S”. Soldi, Sesso, Sberle. Per la Verità oggi non c’è menzione.

Autore: admin

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