Francesco Nicolosi Fazio-“Le serve” di Genet.Teatro del Canovaccio, Catania

 

Teatro     Lo spettatore accorto


TI SANA,TI LACERA

“Le serve” di Jean Genet (nella foto)Regia di Rosario Minardi,Teatro del Canovaccio di Catania

Catania- Teatro intenso, ricco di riferimenti e rimandi. Poderoso spettacolo che girerà l’Italia. Non è un auspicio, ma una certezza. Uno spettacolo raro e vero, che fa accapponare la pelle per il piacere della perfetta messa in scena, non lasciando un istante di tregua allo spettatore, che alla fine applaude (anche a scena aperta) per esaltanti lunghi minuti. Una sensazione di gradevole disagio che, come la tisana avvelenata, dovrebbe placare, ma invece dilania e scortica le coscienze. Splendidi gli attori, con Luana Toscano che incarna lo spietato medium tra la padrona vera e la finta che Egle Doria interpreta (scena nella scena) con voluta acerba sensualità perfetta, ruolo che inevitabilmente porta al suo sacrificio finale, come un’eroina greca. Strabiliante Sergio Valastro nei panni della “signora”, fulcro e crocevia di ogni violenza, forse anche mafiosa, dove la maggiore di tali violenze è quella della menzogna, che è il trucco del mestiere dell’attore.La forza del testo è perfettamente esaltata dall’adattamento del bravissimo Saro Minardi che, con la sua regia, ottiene un ritmo incalzante, che ricorda quello dei più attuali videoclip.

Anche le musiche e i movimenti diventano emblematici del contrasto lacerante delle esistenze dolenti, anime di dantesca memoria: le nostre vite, inferni in terra. Ma la trama è soltanto un pretesto per una macchina infernale/teatrale dove i tanti obbiettivi vengono centrati, contemporaneamente: il mestiere dell’attore, l’amore come sudditanza, la violenza del potere, l’impotenza delle vittime. Un senso di disagio portato da una tensione costante, che non è mai sottotraccia, ma affonda dentro il ventre dello spettatore, raggelandone il cuore.   Catania: due serve vivono una sudditanza conflittuale con la “signora” padrona, al punto di denunciare calunniosamente il  “signore” (arrestato, e mai in scena) e poi di tentare di avvelenare la signora. Il conflitto si ripercuote tra le serve, sia nel loro sado-maso gioco di serva/padrona, che nel finale tragico della morte di una delle due, con lo stesso veleno messo nella tisana per la signora..

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“Le serve” di J.Genet. Produzione: XXI in Scena, al Teatro del Canovaccio Assistente alla regia: Alessandra Barbagallo.Luci e fonica: Daniela Cunsolo. Scenografie: Federica Buscemi. Con  Luana Toscano, Egle Doria, Sergio Valastro. Adattamento, ideazione e regia di Saro Minardi.

Autore: admin

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